Warren Buffett non è il miglior investitore del mondo; esistono altri gestori e investitori che hanno battuto le performance di Warren nel tempo. Ma ecco cosa Warren è più degli altri: un incredibile comunicatore e un incredibile educatore !

La riunione degli azionisti della Berkshire Hathaway è una due giorni dove Warren intrattiene gli azionisti illustrando i suoi ragionamenti. Per partecipare basta possedere una singola azione della società al modico costo di circa 215 mila dollari (ad oggi … e il prezzo cresce).

Fortunatamente sul sito della società potete trovare tutte le Lettere agli Azionisti: sono veramente una perla di saggezza finanziaria. Sono anni che le leggo. Queste lettere espongono dei concetti quasi scolastici che solo nel tempo ho iniziati ad apprezzare fino in fondo, solo rileggendole riesco ad apprezzarne il valore.

Vediamo i CRITERI DI ACQUISIZIONE che Warren utilizza, illustrati a pag.23 della Lettera agli Azionisti del 2014. Sono semplici ma quando mi è capitato di applicarli (per pura casualità) … beh, ancora ne raccolgo i frutti ! Vediamoli:

(1) Large purchases (at least $75 million of pre-tax earnings unless the business will fit into one of our existing units),

(2) Demonstrated consistent earning power (future projections are of no interest to us, nor are “turnaround” situations),

(3) Businesses earning good returns on equity while employing little or no debt,

(4) Management in place (we can’t supply it),

(5) Simple businesses (if there’s lots of technology, we won’t understand it),

(6) An offering price (we don’t want to waste our time or that of the seller by talking, even preliminarily, about a transaction when price is unknown).

Come si possono adattare per noi poveri umani ?

tralasciamo il punto (1) che dice come Warren vuole comprare grandi aziende … a mio avviso i principi seguenti valgono anche per me che (ammettiamolo !!!) non ho la stessa liquidità di Buffett !

Il punto (2) è un’ovvietà; chi non vuole comprare azioni di aziende che producono soldi, profitto. Ma non ci possiamo nascondere dietro un dito: è inimmaginabile il numero di persone che hanno investito in società, startup durante la bolla speculativa delle Dot.com, in società che non producevano un euro di profitto. Qualcuno si ricorda delle vicende di E.Biscom, Tiscali, etc. Io me le ricordo … e non è un buon ricordo.

In molti vi consiglieranno azioni innovative, le future stelle del firmamento capitalistico. Personalmente preferisco dire “passo”, sono più interessato alle [omissis] (ops in questo sito non consiglio specifici investimenti), insomma quelle aziende solide che producono utili anno dopo anno, le Ferrero di turno (non è quotata e quindi non è un consiglio !!!).

Insomma è fondamentale capire la differenza tra: scommettere in borsa, fare trading, investire. Warren Buffett investe, non fa trading e non scommette in borsa. Anzi la regola n. 1 di Warren è:

“Non perdere mai i soldi” [Warren Buffett]

Il punto (3): aziende con alto ROE e basso debito !

Questo punto è affascinante, è il cuore della tecnica di Warren. Il Return On Equity è il pilastro concettuale per iniziare a investire (e non a speculare): bisogna capire il significato del ROE.

Ho iniziato a comprendere l’importanza del ROE nel libro “Il metodo Warren Buffett”, a mio avviso obbligatorio per chi vuole iniziare a essere più padrone dei propri investimenti.

Dato che – improvvidamente – mi reputo un investitore, in qualità di investitore, nel momento in cui compro un’azione non faccio altro che comprarmi una parte dell’Equity dell’azienda. D’altronde un’azienda non è che la somma tra la parte di Equity e la parte di debito. Per farla ancora più semplice:

Azienda = i soldi degli azionisti (equity) + i soldi delle banche (debito)

Se devo comprare una parte di un’azienda non è normale pensare ad una azienda gestita da manager che massimizzano il valore degli azionisti (Equity !!!) ???

Per questo motivo il ROE (se possibile il ROE media su 5 anni) è il primo indicatore che cerco quando sono incuriosito da un’azienda. Tutti i filtri (finance.google.com offre degli ottimi filtri) hanno il ROE come un parametro per la ricerca.

Punto (4): esistenza di un management valido.

Ora è difficile per il semplice investitore valutare la qualità del management; tuttavia voglio fornire due spunti. Prima di tutto bisogna lasciarsi trasportare dal proprio intuito nel senso che non si può investire se il vertice aziendale non ci piace. Un esempio: Cra… ma no, ognuno si deve fare le proprie idee. Tuttavia di banditi ne esistono, così come le brave persone. Spunti non vi dovrebbero mancare.

Il secondo spunto è il seguente: non è una regola certa ma io apprezzo le società che generano internamente i propri manager, è per me indicazione di sostenibilità sul lungo periodo, di manager che sono fedeli ai propri principi, alla propria cultura aziendale.

Punto (5): è facile capire il prodotto dell’azienda in cui vogliamo investire

Non bisogna per forza investire in biotecnologie per fare i soldi; Warren ha fatto i soldi veri con la Coca Cola, con i treni; nel bene o nel male la sua società Berkshire Hathaway era una società tessile mi sembra nel Maine ! Personalmente ho avuto più soddisfazioni con il gestore della rete elettrica inglese che con Fastweb …

Il punto (6) è la sfida: a questo punto abbiamo trovato una bella azienda ma a quale prezzo siamo disposti a comprarla ?

Qua posso aggiungere poco . Posso solo dire che il prezzo a cui si compra rende ricche ( o povere e depresse … sigh ) gli incauti come il sottoscritto.

D’altronde una delle massime di Warren dice:

“La borsa è un sistema per passare i soldi dalle persone impazienti alle persone che sanno aspettare !”

Quanto sopra è estratto dall’ultima lettera agli azionisti (2014). Nella stessa lettera a pagina 19, Warren ricorda come

I grandi investitori istituzionali, visti come gruppo, sul lungo periodo non hanno dato gli stessi risultati dei non sofisticati investitori di fondi passivi (index-fund) che semplicemente rimangono fermi per decenni.

Sapete cosa sono i fondi passivi ? E’ un tema importante che voglio approfondire con un post specifico.

Ma ancor di più trovo interessante la frase in cui Warren a pag.19 della sua Lettera agli Azionisti del 2014 parla dei consulenti finanziari:

La maggior parte dei consulenti, comunque, è molto più capace di generare alte fees che a generare alti ritorni di investimento. In verità la loro capacità fondamentale è la vendita. Più che ascoltare i loro canti di sirena, gli investitori – grandi e piccoli, dovrebbero leggere The Little Book of Common Sense Investing di Jack Bogle.

Spero di aver fornito qualche indicazione utile. Con questo blog non voglio consigliare azioni, investimenti, fondi. Voglio solo segnalare la necessità di studiare come gestire i nostri risparmi, fornire qualche concetto da approfondire e segnalare alcuni libri o alcuni link (come in questo caso le Lettere agli Azionisti della Berkshire Hathaway) che mi sono piaciuti. Chiunque effettui operazioni prendendo spunto dal contenuto di questo Blog lo fa a proprio rischio e pericolo, e se ne assume la totale responsabilità.

Solo questo post è più di 1000 parole, un capitolo di un libro. Se hai trovato alcuni spunti interessanti, ti chiedo solo la cortesia di condividere il contenuto con i pulsanti sottostanti: per te è gratis, per me una soddisfazione! Grazie